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Igiene orale, diabete tra i rischi della mancata prevenzione

30 Jan 2019

«I controlli periodici sono importanti anche per risparmiare nel futuro,visto che la prevenzione permette di evitare interventi più costosi e invasivi». Queste le parole della professoressa Annamaria Genovesi, professore all’Università Guglielmo Marconi di Roma e Responsabile del Servizio di Igiene e Prevenzione orale dell’Istituto Stomatologico Toscano.

PREVENZIONE ORALE E CAMPANELLI D'ALLARME

Le prime forme di prevenzione da adottare sono un costante controllo e una particolare cura nella pulizia dei denti. I primi segni di disturbi gengivali sono: rossore o gonfiore delle gengive, sanguinamento o comparsa di sangue dopo l’uso dello spazzolino, denti all’apparenza più lunghi e spazi più ampi tra i denti. In linea generale, sarebbe necessario recarsi dal dentista e/o dell’igienista dentale due volte all’anno, lavarsi i denti almeno due volte al giorno con una media di spazzolamento corretto di almeno 4 minuti - contro gli attuali 30 secondi che è riscontrato nella media della popolazione italiana - . Come riscontrato dai professionisti, l’igiene interdentale pulisce l’85% del cavo orale, mentre il semplice spazzolino solo il 60%.

IGIENISTI PRIME SENTINELLE DELLA SALUTE ORALE

L’igienista dentale sta assumendo un ruolo di primo piano nella primissima valutazione del paziente. «Essere in grado di eseguire una valutazione del paziente non solo da un punto di vista della salute orale è ciò che si richiede oggi alla figura dell’igienista dentale – aggiunge la professoressa Genovesi – . Un semplice test salivare, come un banale tampone, può infatti darci moltissime informazioni sullo stato di salute del paziente: ad esempio, sui livelli di stress ossidativo del paziente, un marker di estrema attualità che rientra a pieno titolo nella eziopatogenesi di numerose patologie, tra cui la malattia parodontale, il diabete, la cardiopatia ischemica. Qual è la missione di odontoiatri e igienisti? Sensibilizzare sia i pazienti che la stessa classe medica, troppo spesso carente di queste informazioni, al fine di creare percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari, condivisi con tutti gli operatori che gravitano all’interno delle professioni sanitarie» sostiene la dotoressa Genovesi.

IL DIABETE

Stretta è la correlazione tra salute orale e diabete. Il paziente diabetico è un soggetto che più facilmente sviluppa malattia parodontale, spesso con quadri molto aggressivi; chi soffre di diabete e ha sviluppato malattia parodontale ha, a sua volta, un maggiore rischio di sviluppare cardiopatia. «Da sempre il paziente diabetico ha rappresentato un problema per i dentisti» afferma il professor Ugo Covani  - Direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano -. Da una parte, il diabete favorisce le infezioni, visto che la maggior parte delle patologie odontoiatriche sono infettive; dall’altra, le patologie infettive del cavo orale nel paziente diabetico creano scompenso al metabolismo, ossia rendono più difficile l’equilibrio della glicemia. Per questo è necessario definire e razionalizzare l’approccio da parte di tutti gli operatori dello studio odontoiatrico» conclude.

Contenuto prodotto dalla Redazione di Sanità Informazione