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Disturbi del sonno

Descrizione e definizione

I disturbi del sonno consistono in alterazioni della durata del tempo dedicato al sonno, della sua qualità e delle fasi di cui è costituito. Fanno parte dei disturbi del sonno anche alcuni comportamenti anomali che si possono verificare durante il suo svolgimento.

Ruolo del sonno

Durante il sonno si verifica una sospensione transitoria del contatto cosciente e vigile con l’ambiente circostante. Si tratta di un’attività indispensabile per la vita, la cui privazione comporta un elevato rischio di comparsa di gravi disturbi. La durata fisiologica del sonno varia da individuo a individuo ed è mediamente di 6-8 ore al giorno nell’adulto. Durante il sonno lo stato di coscienza e di vigilanza sono assenti e si realizza il recupero e il ripristino delle energie spese durante le attività diurne. Durante le varie fasi del sonno tuttavia, nonostante uno stato di quiete apparente, vengono svolte dall’organismo attività fisiologiche fondamentali per il mantenimento di un buono stato di salute.
Due sono le fasi che caratterizzano l’intera durata del periodo di sonno. Esse si alternano tra loro in genere 4-5 volte e ciascuna di esse dura circa 90 minuti:

  • la fase non REM, suddivisa in 4 stadi, che permette il recupero delle energie spese durante il periodo di veglia;
  • la fase REM, caratterizzata da rapidi movimenti degli occhi e durante la quale si sogna, caratterizzata da un aumento della frequenza cardiaca e di quella respiratoria.

Classificazione dei disturbi del sonno:

I disturbi del sonno possono essere classificati in due grandi categorie: i disturbi primari e quelli secondari.
Appartengono alla prima le dissonnie e le parasonnie.

Le più comuni dissonnie sono:

  • l’insonnia primaria e secondaria, definibile come incapacità parziale o totale di addormentarsi;
  • la narcolessia, ossia l’eccessiva sonnolenza diurna, che può comportare anche l’incoercibile necessità di addormentarsi durante il giorno.

Le più comuni parasonnie sono invece:

  • il sonnambulismo, rappresentato da attività motorie anche complesse e delle quali non rimane traccia nella memoria;
    gli incubi;
  • l’enuresi, ossia la minzione involontaria durante il sonno;
  • il soliloquio;
  • il bruxismo, consistente nello sfregamento tra i denti dell’arcata superiore con quelli dell’arcata dentale inferiore;

I disturbi secondari del sonno sono invece quelli determinati all’esistenza di condizioni preesistenti tra le quali:

  • malattie fisiche, ad esempio l’iper o l’ipotiroidismo o alcuni tipi di cardiopatie;
  • malattie neurologiche o psichiatriche, ad esempio il morbo di Parkinson, le psicosi, la schizofrenia;
  • L’assunzione di sostanze chimiche, ad esempio alcol, farmaci.

La terapia dei disturbi del sonno si basa essenzialmente sul trattamento cognitivo comportamentale e sull’uso di farmaci come le benzodiazepine e la melatonina.

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo portale/articolo sono puramente informative e sono di natura generale. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi di qualsiasi natura, che qui dovessero essere citati, non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico- paziente. Niente di ciò che viene descritto in questo testo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro, a scopo diagnostico o terapeutico, per qualsiasi malattia o condizione fisica senza il parere diretto del proprio medico. Si fa presente che la visita medica specialistica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e che i consigli presenti sul sito vanno presi come meri suggerimenti di comportamento. L’Autore e Consulcesi SA non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute.

 

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