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Test intolleranze alimentari

Premessa generale

Le intolleranze alimentari sono disturbi collegati al consumo di determinati cibi. Fanno parte di un insieme più complesso e numeroso di reazioni anomale e avverse agli alimenti.
Spesso comunemente ritenute equivalenti alle allergie alimentari, le intolleranze agli alimenti si differenziano da queste perchè non sono mediate dall’intervento del sistema immunitario. Dal punto di vista scientifico, i meccanismi fisiopatologici delle intolleranze alimentari non sono ancora del tutto chiariti e, di conseguenza, anche le opinioni di esperti del campo non sono sempre univoche.
Le intolleranze alimentari sono più diffuse delle allergie e hanno un impatto sociale rilevante.

Classificazione

Generalmente le intolleranze alimentari vengono suddivise in due grandi categorie:

  • le intolleranze alimentari su base enzimatica, dovute alla mancanza di enzimi con funzioni digestive. In pratica coloro che ne sono colpiti non riescono a digerire un certo tipo di alimento. Due esempi comuni sono: l’intolleranza al lattosio, sostanza presente nel latte e nei suoi derivati, dovuta a un deficit dell’enzima lattasi; il favismo, forma di anemia autolimitante, dovuta alla mancanza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi che non consente la digestione delle fave;
  • Le intolleranze alimentari farmacologiche, causate da una sensibilità particolare di certi individui nei confronti di alcune sostanze presenti nei cibi, per esempio gli additivi alimentari e la caffeina.

Test per intolleranze alimentari

I sintomi dovuti ad allergie ed a intolleranze alimentari sono simili e sovrapponibili e determinano quindi la necessità di una diagnosi differenziale tra queste due forme morbose. Tra i sintomi più comuni vi sono:

  • nausea
  • gonfiore di stomaco
  • diarrea
  • prurito

Normalmente si procede prima eseguendo i comuni test allergologici. In caso di risultato negativo, il sospetto di un’intolleranza alimentare diventa fondato e si procede con una dieta per esclusione.
In pratica vengono eliminati dall’alimentazione quotidiana, per un periodo di due settimane, i cibi sospettati di essere all’origine dei disturbi presentati dal paziente. La loro scomparsa o diminuzione importante costituiscono un importante elemento che orienta verso l’identificazione precisa dell’alimento alla base dell’intolleranza. Si procede quindi a reintrodurre progressivamente nella dieta i cibi sospetti fino alla ricomparsa dei sintomi. Quando il paziente manifesterà di nuovo i disturbi si potrà a quel punto eliminare definitivamente gli alimenti colpevoli.

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo portale/articolo sono puramente informative e sono di natura generale. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi di qualsiasi natura, che qui dovessero essere citati, non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico- paziente. Niente di ciò che viene descritto in questo testo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro, a scopo diagnostico o terapeutico, per qualsiasi malattia o condizione fisica senza il parere diretto del proprio medico. Si fa presente che la visita medica specialistica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e che i consigli presenti sul sito vanno presi come meri suggerimenti di comportamento. L’Autore e Consulcesi SA non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute.

 

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